Uno dei fotografi dello Springshots…

  • Chi è Marco Guidi ?
    Sono un fotografo, nato a Viareggio nel 1961, ho un diploma tecnico per Geometri chiuso in un cassetto, di carattere ribelle, critico , pratico la meditazione come forma di rilassamento e amo le lunghe passeggiate in solitario, odio i rumori lo smog la tv e chi mi fa perdere tempo.

  • Hai fatto qualche corso di fotografia ?
    Si, ma sono nato e cresciuto come autodidatta, la prima macchina fotografica all’età di sette anni, una vecchia Polaroid, i primi libri di fotografia comprati a rate, studiavo la tecnica e la composizione delle immagini di nascosto tra i libri di matematica e italiano, la camera oscura a 10 anni, da un fotografo amico, con la regola “ guardare ma non toccare “ , la prima reflex acquistata usata. Poi i primi incontri nei club fotografici, presentare il mio lavoro a fotografi che stimavo, viaggi a Milano in varie agenzie, mi ha fatto crescere, ho iniziato con piccoli lavori e adesso mi ritengo fortunato perché vivo con la fotografia e per la fotografia, obbiettivo che mi sono prefissato, un sogno, ho fatto di una passione la mia professione. Mettersi in contrasto, mettersi in discussione, è il migliore corso che un fotografo può frequentare , serve a crescere è questo che sto facendo con gli amici di che compongono il gruppo di www.Springshots.com, tra noi non c’è competizione ma solo un modo di mettersi in confronto in un modo diverso di vedere la fotografia di fashion. La migliore scuola rimane la strada che ognuno di noi sentiamo che debbiamo percorrere ….

  • Attrezzatura fotografica usata ?
    Sinceramente fotografo con tutto quello che riesce a fare “click” dalle compatte alle reflex più complesse, attualmente uso il sistema Sony digitale, lo trovo molto versabile efficiente ed affidabile, comandi intuitivi, con obbiettivi di varie lunghezze, adoro gli zoom e focali luminose, mi rendono libero.

  • Mi piace molto dicci qualcosa di più?
    E’ nata sicuramente per caso, ho visto una luce intensa naturale e bassa che entrava da un grande apertura verso sud, una sedia e una modella che esprimeva la sua femminilità attraverso la sua morbidezza, esposizione calcolata sul viso un po’ di fortuna e il gioco è fatto …..

  • Come si crea il rapporto tra modella e fotografo ?
    Con l’esperienza, riesco a capire nei primi momenti se posso avere un rapporto fotografico con una modella, si comunica attraverso sensazioni … parlo molto con loro le stimolo e cerco di catturare le loro gioie e le loro paure … è qui che il fotografo deve lavorare, il fotografo si deve trasformare in psicologo e questa fase del lavoro non è scritta sui libri, ma è la fase sicuramente più importante. Una modella che si sente a suo agio si sente più bella, ti trasmette la sua femminilità in modo naturale ed è questo che io cerco … poi seguo l’istinto del momento, dimentico la tecnica e premo sul bottone di scatto. Curo l’immagine dal punto compositivo e seguo il taglio della luce, in un immagine cerco di sentirne il sapore e il profumo del attimo, non so cosa succede ma per un momento mi dimentico della realtà e del tempo.Comunque parliamoci chiaro … ho avuto la fortuna di fotografare centinaia di modelle, ma solo con poche di esse mi sono avvicinato a quello che cerco … Cerco lo scatto che dovrà placare la tensione che sento dentro, ma forse è solo una utopia ….

  • Cosa vorresti fotografare ?
    L’anima … di una modella … la femminilità che si nasconde dietro un gesto uno sguardo, quel filo che attira il mio animo, il leggero movimento che muove i capelli ad una ragazza, l’energia che si sprigiona al primo incontro, l’emozione che ogni donna nasconde dentro di se …

  • Domani la seconda parte dell’intervista a Marco……







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