Un appassionato di fotografia…..

  • Chi è Adolfo Valente?
    Semplicemente un appassionato di fotografia, anzi uno che se non impugna la macchina fotografica dopo un po’ potrebbe anche avere dei seri problemi ;-). D’altro canto il mio lavoro di tutti giorni è piuttosto stressante ed impegnativo, per cui la fotografia, esercitata generalmente nei fine settimana, diventa anche un mezzo per depurarmi dallo stress e affrontare una nuova settimana con più entusiasmo.

  • Hai fatto qualche corso di fotografia ?
    Corsi veri e propri mai, ma fin da ragazzo ho letto montagne di libri e riviste di fotografia ed ho sempre avuto amici fotografi, dai quali ovviamente ho cercato di imparare qualcosa.

  • Quando hai iniziato a fotografare?
    E’ una passione che risale ai tempi del liceo. Sono sempre stato appassionato d’arte e mi sarebbe piaciuto anche disegnare fumetti: essendo però completamente negato (non so tenere una matita in mano) temo proprio di aver cominciato a fotografare nel tentativo di trovare una sorta di “surrogato” che mi permettesse comunque di creare immagini.

  • Attrezzatura fotografica usata (fotocamere, accessori, software)?
    La mia prima reflex è stata la gloriosa ed economica Canon FtbQl e così da allora sono rimasto affezionato a questo marchio. Attualmente uso una Canon 5D con ottiche Canon mentre per la postproduzione mi avvalgo di Photoshop CS3.

  • Mi piace molto dicci, qualcosa di più?
    E’ uno dei classici scatti in cui il merito va condiviso con la modella. Quando si crea il giusto feeling e si ha la fortuna di lavorare con delle professioniste è difficile sbagliare fotografie, per cui è doveroso rendere merito alla modella che ha saputo interpretare alla perfezione quello che voleva il fotografo.

  • Preferisci fotografare in studio o all’aperto?
    Premesso che ammiro molto certi lavori all’aperto, preferisco lavorare in studio o in determinate location, ove si può controllare con più efficacia l’illuminazione e soprattutto la si ha sempre a disposizione, potendo alternare la luce naturale (che è sempre bellissima, quando c’è) a quella artificiale. La fotografia in fin dei conti si fa con la luce, ma qualche volta si rischia di dimenticarlo e si pensa solo al soggetto ed alle pose, mentre a mio avviso questo non basta per fare davvero una buona foto.

  • Uno scatto al quale sei particolarmente legato?
    Ce ne sono vari, ma potrei scegliere questo perché fa parte di un piccolo progetto che ho avuto in mente per molto tempo e che sono finalmente riuscito a realizzare con l’aiuto di una brava modella.

  • Il genere fotografico che preferisci ?
    Sicuramente il ritratto. Devo anche dire che ho amato per lungo tempo una certa fotografia di paesaggio, che mi piace tuttora, ma le luci o gli spazi che ci sono altri paesi sono impossibili in Italia.

  • Tutte le modelle sono fotogeniche ?
    Assolutamente no, magari fosse così. La fotogenia, cioè la capacità (a volte inconsapevole) di mischiare personalità, presenza, sguardo, finzione, recitazione ecc. riuscendo sempre ad apparire “naturalmente belli, è una dote concreta, esiste, e spesso è indipendente dalla classica bellezza e dalle pure doti fisiche. V’è anche da dire che il confine tra “fotogenia” e “bravura” della modella a volte è labile. Così ci sono ragazze magari fisicamente meno dotate, che riescono tuttavia a sopperire a qualche carenza fisica con la personalità e la capacità di guardare in macchina, in qualunque situazione.

  • Cosa vorresti fotografare?
    Impossibile rispondere: passo molto tempo a guardare meravigliose foto altrui (autoprovocandomi crisi di indicibile sconforto!) e ogni volta mi dico: ecco come e cosa vorrei fotografare! Comunque ho sempre in testa almeno due-tre progettini fotografici e devo dire che prima o poi, anche con l’aiuto di qualche amico professionista che non finirò mai di ringraziare, riesco a realizzarli.

  • Come si crea il giusto feeling con la modella?
    Prima di tutto occorre estrema professionalità ed un grande rispetto per la persona che hai davanti, altrimenti si parte già con il piede sbagliato e sono convinto che questo la modella lo avverta immediatamente. Poi si deve costruire un giusto mix di simpatia e collaborazione reciproca, in modo che sia il fotografo sia la modella riescano dare il meglio. Infine bisogna anche capire la personalità della modella stessa ed intuire se deve essere più o meno “guidata” nelle pose. Devo onestamente dire che agli inizi ho commesso i miei bravi errori, ma poi, soprattutto con l’aiuto ed i consigli di alcuni professionisti (grazie ancora una volta) sono…migliorato ;-)

  • Che illuminazione in questo scatto ?
    Semplicissima: un solo piccolo flash riflesso da un ombrello Bowens

  • Quando rivedi le tue vecchie foto, cosa pensi?
    Sinceramente vedo quasi sempre dei difetti e qualche volta mi prenderei pure a sberle… ;-) Ma devo anche dire che a qualche scatto sono affezionato.

  • Il lavoro toglie passione?
    Per me la fotografia non è un lavoro e quindi è pura passione, sempre e comunque. Certo che lavorando tutto il giorno per potermi dedicare seriamente alla fotografia ho imparato a dormire molto poco…

  • Ci fai vedere il tuo primo e ultimo scatto?
    I primi scatti sono tutti in pellicola, che sviluppavo e stampavo da solo. L’ultimo, anzi anche il penultimo e il terzultimo e il quart’ultimo (si può proseguire per un bel po’…) sono tutti in raw ancora nel mio computer, visto che la postproduzione viaggia con una media di un buon mese di ritardo rispetto agli scatti. Per fortuna le modelle lo sanno e, ehm, sono pazienti… ;-)

  • Un grazie ad Adolfo; il suo sito web ed altre sue foto :www.adolfovalente.com