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Con la Fotografia

Archivio per la categoria 'Intervista'

26 set

Paolo Inselvini

Pubblicato da admin in Intervista



    * Chi è Paolo Inselvini ?
    Paolo Inselvini nasce nel 1982 a Milano dove vive e lavora.
    * Hai fatto qualche corso di fotografia ?
    No, nessun corso di fotografia sono un autodidatta al 100%. Mi documento con qualche libro e corso di Photoshop o sulle luci ma la cosa secondo me fondamentale è imparare dai propri errori e carpire i segreti dei grandi fotografi.
    * Quando hai iniziato a fotografare ?
    Ho iniziato a fotografare circa 4 anni fa. Non avevo mai preso in mano una reflex ed iniziai con una Nikon a pellicola. L’amore/odio verso la pellicola è durato un anno rimpiazzato ben presto dal digitale, del quale sono un forte sostenitore!  Non escludo che in un futuro mi possa comprare un’analogica per foto in bianco e nero.
    * Attrezzatura fotografica usata (fotocamere, accessori, software,etc…)?
    Uso da circa un anno e mezzo una Nikon D3 con svariate ottiche zoom e fissi. Le ottiche preferite? Mah, forse, il 105 macro che provai grazie a un caro amico e mi decisi in seguito all’acquisto ottica molto nitida ma che amo molto per i beauty in studio e non solo. Come software passo da Capture NX a Photoshop Cs4 a Lightroom.
    Questo scatto è stato uno dei miei primi fatti in studio, un ringraziamento particolare va a Valentina la ragazza che ho ritratto, ho usato due bank laterali e una lente di fresnel sullo sfondo e una manciata di petali di rosa che in post produzione si sono moltiplicati tutto qua!
    * La luce del flash o quella che c’è ?
    Per forza di cose chi fotografa soprattutto moda deve saper gestire, ogni tipo di luce. Ho sicuramente una predilezione per la luce naturale, anche se più difficile da “domare”.
    * Quando il Colore e quando il Bianco e Nero?
    Molte volte, mi capita in post produzione di provare la strada per il bianco e nero su determinati scatti molte volte mi aggrada altre volte preferisco il colore. Questo per dire che per non sono mai partito con un progetto in mente da dedicare solo al bianco e nero o solo al colore. Molte volte vedo situazioni che a mio occhio vanno meglio il bianco e nero e altre che preferisco rimanere sul colore. Sicuramente dalla mia macchina escono sempre foto a colori a mia discrezione poi nella scelta.
    * Uno scatto al quale sei particolarmente legato?
    (foto di Francesca B&W) Non me ne vorranno le altre ragazze ma questo è uno scatto a cui sono particolarmente legato, sia perché con Francesca ci sentiamo abbastanza spesso e abbiamo instaurato un ottimo rapporto, ma soprattutto perché mi piace moltissimo ritrarla in quanto ha il viso da ritratto per eccellenza.
    * C’è qualche trucco che ci puoi svelare ?
    Trucco inteso della fotografia? Non credo ci siano trucchi dal mio punto di vista di autodidatta sicuramente scattare molto, per poter anche imparare dai propri errori e la seconda una grande passione senza questa poco si può fare sia in questo campo ma ovviamente anche nella vita.
    * Come si crea il rapporto con la modella ?
    Il rapporto con la modella è  alla base di questa fotografia forse più della tecnica c’è il rapporto umano, che in molti casi si deve instaurare in pochi minuti magari tra un cambio e trucco e l’altro. O nei casi dove si è  più fortunati la modella si conosce già e quindi è  tutto più semplice. Mi direte non ho risposto alla domanda è  vero, ma purtroppo non ho una risposta per questa è come l’alchimia tra due persone certe volte la si trova subito altre volte no!
    * Preferisci scattare in studio ?
    No. Preferisco di gran lunga lo scatto in esterno anche le ragazze riescono ad interagire meglio con l’ambiente circostante e poi diciamocela tutta dopo un po’  il “freddo” fondale stanca un po’!
    * Quando rivedi le tue vecchie fotografie,cosa pensi?
    Quando rivedo vecchie foto sicuramente vedo errori che oggi non farei più ma mi fa anche piacere notare che qualche progresso è stato fatto!

23 feb

Baistrocchi Pio, fotografie (terza parte)

Pubblicato da admin in Intervista



Cavalletto e polarizzatore sono indispensabili ?
Il cavalletto per me è obbligatorio,non potrei farne a meno,visto che fotografare all’alba o al tramonto porta spesso ad avere sfondi dove le alteluci si fanno sentire e primi piani in ombra,quindi un ampia gamma dinamica difficile da gestire per il sensore e che obbliga a eseguire spesso doppie esposizione per riuscire ad arrivare ad un risultato molto vicino al reale.
In alternativa ci sono gli appositi filtri,ma per ora non li uso.

Un fotografo professionista che ammiri ?
Ci sono talmente tanti fotografi o meglio tanti grandi fotografi che diventa quindi difficile rispondere.
Posso invece citare chi,quando ancora adolescente,influenzò sicuramente le mie scelte in ambito fotografico.
Mi ricordo Bavagnoli,il fotografo piacentino dello staff di Life che ammirai per quelle splendide immagini che tirò fuori dalla mia bassa e che ebbi la fortuna di conoscere.
Poi sicuramente il modenese Franco Fontana.

Un episodio da raccontare ?
Di eclatante niente,ma ci sono tanti piccoli aneddoti legati alle foto,come quando fotografando papaveri sul controluce di un tramonto non mi ero accorti dei tanti piccoli inesetti che calando la sera si alzavano in volo.
Poi a casa aperti i files sul PC mi trovo la meraviglia,due ballerine in volo a fianco del mio papavero.Un’immagine casuale alla quale tengo molto La valse des fleurs.
episodio


Quando rivedi i tuoi vecchi scatti,cosa pensi?

Quello che pensano tutti i fotografi che pian piano si sono evoluti,che magari certi errori non li farei più,certe composizioni le strutturerei in modo differente,un certo flusso di lavoro non lo ripeterei,ma questo è normale se si cerca di migliorare e di allargare l’orizzonte.C’è sempre però una certa affezione anche per quei lavori che oggi non rifarei.


Ci fai vedere il tuo primo e ultimo scatto?

Visto che il discorso si è sviluppato sul paesaggio direi piuttosto il mio primo e ultimo scatto paesaggistico da due anni a questa parte,da quando ho ripreso a fotografare con una certa assiduità.
Questo è il primo che pur semplice mi ha dato una certa soddisfazione
e questo è l’ultimo,fatto proprio in questi giorni.
primaultima

Dove vorresti poter fotografare ?
Non saprei,mi basterebbe riuscire a fotografare bene quello che mi sta attorno perchè è quello che conosco meglio ed è l’unico modo per far sì che la fotografia non sia una mera riproduzione tecnica,ma la rappresentazione di un vissuto.
Piuttosto mi chiedo cosa vorrei fotografare e spesso penso che mi piacerebbe riuscire a immortalare con efficacia la mia bassa sotto la pioggia,una cosa che ancora non sono riuscito a fare.

Il lavoro toglie la “passione fotografica”?
Forse dovessi farlo per lavoro non lo farei,almeno se per lavoro si intende il fotografo classico…matrimoni e bambini urlanti…mai e poi mai.
Ma se dovesse essere un tipo di fotografia dove il mestiere si unisce alla passione,allora sarebbe ben diverso,anche se la libertà di noi fotoamatori è vera passione e l’unico freno è la mancanza di fantasia.

19 feb

Baistrocchi Pio, fotografo e immagini (seconda parte)

Pubblicato da admin in Intervista

C’è un segreto per le tue fotografie di paesaggio?
L’unico segreto è scattare quando se ne avverte la necessità ,quando luogo ed atmosfera ti rapiscono e questo non vuol dire solo cieli azzurri e splendide montagne.
Quando scatti sentendoti in sinergia con quello che ti circonda,quando ne sei assorbito e attraverso l’oculare entri in quel mondo che ti isola da tutto il resto,in quel momento pensi ad un ottimo scatto,poi una volta a casa e aperte le foto sul monitor non è sempre così,ma spesso la magia si rivela.
Questo porta ad avere ottimi lavori anche quando il tempo non ce lo permette;alcune delle foto che più amo le ho fatte dal finestrino della macchina mentre andavo al lavoro…
Naturalmente dietro a tutto c’è poi una parte tecnica,fatta dell’analisi dei propri lavori che porta ad aggiustare il tiro per migliorare,specialmente attraverso il confronto con altri fotografi.

Attrezzatura fotografica usata (fotocamere, accessori, software)?
Come dicevo sopra,ho riscoperto la fotografia circa due anni fa,grazie a Photo4u e alla storica compattona Fuji s5600.
A questa ਠseguita l’altra riuscita bridge della stessa casa,la s6500FD che ancora uso con molta soddisfazione.
Ultimamente sono passato alla reflex con una entry level,la Canon 450D alla quale ho affiancato il luminoso 17/50 Tamron e l’inossidabile Canon 70/200 L f4.
Manca una lente per la Macro che probabilmente sarà il collaudato Tamron da 90mm.
Ho un cavalletto Manfrotto e nient’altro.
Scatto sempre in Raw e per svilupparlo uso CameraRaw per poi finalizzare il tutto con Photoshop CS4.

Mi piace molto dicci qualcosa di più?
Era una mattina di questo inverno,quando la pianura per coincidenze atmosferiche entra in quello che definisco uno stato di grazia.
La sera prima era scesa la neve e quel mattino il sole che filtrava fra la leggera nebbia mi aveva invogliato ad uscire con la fotocamera.
Avevo fatto alcuni scatti senza riuscire a portare a casa niente che mi convincesse quando,ormai deciso a fare ritorno,mi fermai vicino a un casolare semi abbandonato.
Quel particolare mi colpì subito e feci alcuni scatti lavorando sulle varie profondità di campo.
Una volta aperta sul monitor mi ha meravigliato per saper riprodurre,attraverso pochi particolari e una certa tensione,l’atmosfera intima e silenziosa di quel momento.

piace

Paesaggi: scattare solo al mattino e al tramonto ?
Certamente le ore migliori sono le prime due del mattino e le ultime due della sera,quando la luce attraverso le ombre crea una buona profondità dando corpo ai soggetti ripresi e allo stesso tempo la presenza di foschia o nubi creano lo scenario ideale.
Poi sono le ore che,per mia stessa natura,trovo più congeniali al mio modo di essere e non solo fotograficamente parlando.
Soprattutto certe sere,quando qui in pianura tutto rallenta e il silenzio torna padrone,avverto un benessere difficilmente spiegabile a parole e questo credo si avverta nelle stesse fotografie.

16 feb

Baistrocchi Pio, foto e immagini

Pubblicato da admin in Intervista

Chi è Baistrocchi Pio ?
Vivo a Busseto da 44 anni,sono sposato e ho due figli.
Lavoro in una città vicina come infermiere professionale e nel poco tempo libero,da due anni a questa parte,cerco di mettere in fotografia l’umore della mia Bassa,quella striscia di terra piana a ridosso del Po  che strizza l’occhio agli Appennini.
La terra di Verdi e Guareschi che molto hanno influenzato,con letture giovanili e ascolti più maturi,la passione per certe atmosfere dal sapore antico che ancora oggi si riescono a cogliere.
Hai fatto qualche corso di fotografia ?
No,direttamente non l’ho mai fatto,ma la voglia di approfondire temi e concetti  mi ha portato a studiare autonomamente,prima attraverso libri di tecnica e collane di autori,poi sul web grazie ai tanti siti dedicati e al confronto con altri appassionati.
Con l’avvento del digitale è divenuto poi necessario apprendere anche la tecnica del fotoritocco,o meglio la cosidetta camera bianca,tutto quel flusso di lavoro che parte dalla registrazione dello scatto sul sensore fino al prodotto finito.

Quando hai iniziato a fotografare?
Ho fatto la mia prima fotografia quando,penso attorno ai 10-12 anni,mio padre comprò la prima macchina fotografica della famiglia,me la ricordo ancora,una Kodak satinata con un bel tasto arancione,dove la pellicola veniva montata con un caricatore sigillato e che sopra montava un buffo flash cubico dove c’erano le lampade per 4 scatti.
Una sola regolazione…soleggiato e nuvolo….mio padre l’ha conservata e funziona ancora!
Poi adolescente mi sono preso una reflex,credo fosse una Petri,per poi passare alla Praktica con un paio di obiettivi.
Assieme ad un amico la passione comune ci ha portato ad allestire una piccola camera oscura per le stampe in BN.
Di quegli anni mi ricordo un memorabile viaggio che in due settimane,a bordo dei nostri Ciao,ci portò a visitare e immortalare mezza Italia,al quale seguì una mostra fotografica nel nostrao paese.
Poi più avanti passai ad una reflex Minolta con varie lenti,ma la passione,per vari motivi scemò e scattai solo foto ricordo.
Arrivò poi il digitale e mi regalai una compatta,una Olympus da 4 mp che possiedo ancora,ma gli scatti si fermavano ai figli e a qualche vacanza,fino a quando un paio d’anni fa incappai in Photo4U…

Vuoi commentare un immagine a tua scelta tra quelle che trovi sul sito http://www.conlafotografia.com/category/intervista/ ?
Sinceramente più che commentare uno dei tanti bei lavori presentati sul sito,volevo spendere alcune parole su un’autrice che avete presentato,Clara Ravaglia.
Forse perchè da quando ho ripreso in mano la macchina fotografica i suoi scatti mi hanno spronato a far meglio e ad investire sul paesaggio.
Opere le sue dove la formalità compositiva nella sua accezione più bella trova riscontro nella ricerca di una luce particolare.
Una luce molto personale la sua,sempre raffinata,estremamente delicata,che restituisce colori struggenti dove la dolcezza del pastello si armonizza con una tavolozza cromatica di tonalità calde,appena accennate,mai oltre misura.
E questo si avvera nei suoi affascinanti paesaggi dove colture e acqua vivono in simbiosi,sino ai complessi industriali,al ritratto e infine nelle sue incursione in Macro.

Nei prossimi giorni l’intervista continua .

17 ott

Luca Mosconi, fotografo e foto (terza parte)

Pubblicato da admin in Intervista

Un episodio da raccontare legato alla tua esperienza
Gennaio ’85…da mesi correvo in edicola col cuore in gola, sperando che accadesse quello che sognavo…e accadde. La rivista Fotografare pubblicò un articolo di 4 pagine con 6/7 foto di un giovanotto marchigiano che sognava di diventare un professionista…ancora oggi mi chiedo come abbiano fatto a pubblicare quel servizio ;-)))

Illuminazione di questa foto
Lo schema è molto semplice. Vetro e metalli non si illuminano, ma si riflettono o si trattano per trasparenza…e quindi lo spot sul fondo ha la funzione di dar vita al vetro e all’acqua in esso contenuta. Solla modella una torcia con griglia quasi in pianta, bandierata per non creare “puntini” fastidiosi sul vetro. La schiarita sulla destra è data da un soft bow 100×140. Tutto ovviamente a flash per bloccare il movimento e…tanti tentativi per cogliere il momento giusto. Ma, come spesso accade…questo scatto è il primo della serie ;-) Buona la prima!!!

Quando rivedi i tuoi vecchi scatti, cosa pensi?
Che ne ho fatta di strada. Ma sono qui perché sono passato anche li

Il lavoro toglie passione?
Grazie al cielo il mio lavoro coincide con la mia passione. Se poi aggiungiamo che sono appassionato di arredamento… ;-)))))

Ci fai vedere il tuo primo e ultimo scatto?
Il primo in assoluto credo neanche esista più…ve ne mostro uno che ha comunque i suoi bei 25 anni abbondanti e che è una (pessima) scansione di una dia 35mm ;-)

L’ultimo l’abbiamo già “discusso” qui, per cui ve ne mostro uno del servizio immediatamente precedente che a me piace molto. Vorrei approfittare per ringraziare attraverso voi il “sistema internet” che da modo di mostrare il proprio lavoro a chi non avrebbe altre possibilità.

Non parlo del mio caso, visto che la professione mi mette a contatto quotidianamente con agenzie e addetti ai lavori. Parlo di quella grande schiera di fotoamatori decisamente validi, dei quali non potremmo godere dei loro splendidi lavori se non ci fosse questa opportunità. E volevo dire anche che spesso si cita la parola “professionista” come garanzia di bravura e capacità. Non è così, fidatevi…per essere professionista basta una partita IVA che non si nega a nessuno. Per essere bravi non basta e non serve la partita IVA. Quindi, da amante della buona fotografia, vorrei ringraziare tutti quei fotoamatori che, con passione, dedizione e capacità, fanno ricerca, stile ed arte. Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Molti, grazie alla visibilità che acquisiscono, si sentono arrivati, si autodefiniscono artisti, e credono di essere i depositari della libertà. Io penso che, in qualsiasi settore, la cosa più bella sia rimanere coi piedi per terra, senza mai sentirsi superiori perché c’è sempre qualcosa da imparare da chiunque. Il mio lavoro nasce dal continuo confronto coi miei collaboratori, ai quali sottopomgo l’idea iniziale ed insieme si discute, ognuno dice la sua e nasce il progetto definitivo dove l’apporto di tutti garantisce il miglior risultato. I fotografi più bravi che conosco sono, quasi sempre, i più umili
Grazie a loro e a chi avrà avuto la bontà di leggere fin qui;-)
Luca Mosconi

Grazie a luca per le belle e “lunghe” :) parole di questa intervista, vi ricordo che qui trovate un suo album:

Ho pubblicato online il mio primo libro che contiene 2 progetti ai quali tengo molto.
Ringrazio fin da ora ve vorrete dare uno sguardo alla preview.
Luca Mosconi