Seconda parte ….
Si … le mie immagini normalmente partono da un’ idea … ho un agenda dove appunto tutto quello che mi passa per la testa, tutto quello che poi vorrei trasformare in una immagine … non sempre riesco a centrare l’obbiettivo … ma ogni tanto esce fuori lo scatto giusto … Quando si parla di realizzare un servizio, tutto viene pensato organizzato e studiato al di fuori dello studio stesso, la tematica da affrontare, la modella da scegliere i trucchi e gli abiti da usare, sono tutti elementi che vanno controllati prima di usare la macchina da ripresa.Lavoro solo con modelle che hanno già avuto esperienze, la scelta quasi sempre non viene mai fatta sull’estetica e sulla perfezione ma sulla comunicabilità della ragazza, sul senso che ha la ragazza per la fotografia, amo la foto istintiva quella dove si ricerca l’attimo, amo le ragazze che comunicano la propria femminilità con lo sguardo o con un semplice movimento delle mani, per usare parole di un testo di Vasco Rossi, amo le ragazze che “ camminano piano senza fare rumore”.Lo scatto finale è il risultato e la composizione di diverse figure professionali, il make-up, styling, modelle ecc. ecc.. Come fotografo devo enfatizzare il mio e il lavoro di queste figure, mi sono amalgamato con loro crescendo insieme, credo che stiamo andando nella strada giusta.
Non amo lo studio e i luoghi confinati, sono diventato un fotografo di moda passando dalla fotografia di paesaggio, sono per una foto naturale e per l’uso della luce nelle sue variazioni di colore. Lo studio è parte integrante del mio lavoro, e non ne posso sicuramente fare a meno, ma appena posso scappo in un paesaggio dove mi sento a mio agio …
Di solito mi lego ad una foto solo il tempo necessario che un’altra prenda il suo posto. Ci sono comunque immagini che mi ricordano un passaggio un momento un attimo, e puntualmente quando rivedo una foto mi ritornano in mente quei momenti.
Ho usato un sistema a luce continua, di fronte due bank da 1000 w posizionati a 45 gradi rispetto alla modella, dietro a lei sulla sua destra una lampada spot a 650 w puntata su parte del viso e la sua mano e per ammortizzare ancora di più le ombre due lampade a 300 w puntate verso il un pannello riflettente posizionato sopra di lei . Esposizione misurata sulla mano e diaframma impostato sul f 2.8 . Credo di non essermi dimenticato niente.
Al tempo che è passato, come già detto ogni foto mi ricorda Continua..




























